Un radicchio muto

Ingredienti: radicchio 1 cespo, olio, cipolla, aceto, zucchero e sale q.b.
Quando: di sera
Con chi: tace
Mood: parole parole parole
 

Ci sono giorni in cui fai tutto. Tutto quello che da mesi rimandavi e poi risolvi in circa 72 h: la visita dal medico, la visita dall’altro medico che il primo ti ha fatto venire lo sconforto, la palestra, il parrucchiere, le parole sospese.

Quelle che all’improvviso trovano un interlocutore, una direzione e un obiettivo chiaro, partendo come un treno dove ti ritrovi seduto e non ti sei neanche accorto di avere comprato il biglietto. Parole che non si consumano, parole a cena fuori, parole sotto la pioggia, parole non dette perchè ti si chiudono in gola. E le parole sono pericolose perchè quando dici la prima poi vengono fuori tutte insieme e rischi di sbagliare il momento, rischi di sbagliare il tono e rischi di sbagliare il silenzio.

Allora è meglio affidarsi alla cucina perchè lì al massimo ti ascolta una pentola che, si sa, è un oggetto caloroso ma di poche parole. Anche le verdure sono generalmente molto discrete e vanno bene per degli sfoghi che non cercano pubblico.

Allora prendete il vostro radicchio, lo fate appassire in padella con un filo d’olio e un pò di cipolla; sfumare con un pò di aceto bianco e aggiustate di zucchero, e poi una presa di sale. Coperchio, fiamma moderata e un pò d’acqua all’occorrenza.

Io avevo anche aggiunto un goccio di marsala ma devo ammettere che non ha dato molto aroma al tutto. Il risultato finale dipenda molto dalla quantità dei singoli ingredienti e bisogna regolarsi quindi con il proprio gusto.

Il tempo di cottura varia in base alla lunghezza del discorso: più parlate più il radicchio cuoce e si appassisce, sempre in rigoroso silenzio.

Quando avete terminato le parole potete prendere il vostro radicchio e schiaffarlo su una fetta di pane in compagnia di un bel formaggio sapido o, ad esempio, potete sistemarlo nel piatto e continuare il dialogo con un generoso bicchiere di vino.

Buon appetito, e non sempre il silenzio è d’oro.

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About Alessandra Scucces

"Adoro scrivere, ridere, e i dolci cremosi. Ho una passione per i sacchetti di carta, un PhD alle spalle e Milano da conquistare. Questo è il mio diario di bordo con la certezza che, qualunque cosa accada, posso sempre dirla su WhatsApp."
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2 Responses to Un radicchio muto

  1. Avatar di blanche blanche says:

    A quando il prossimo sfogo??:-)
    Chissà quante cose avrà sentito questo radicchio…

  2. Avatar di Alessandra Alessandra says:

    Presto…in effetti ho ancora qualche discorso in sospeso! ;-)

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